La manifestazione di Sabato 11 Ottobre a Roma ha ampiamente dimostrato l’esistenza dell’Opposizione nel nostro Paese.
Quella opposizione che molti credevano fosse definitivamente sparita.
Dal Parlamento, dove, a parte i temi della Giustizia, per i quali bisogna dare atto all’On. Di Pietro di aver ben rappresentato il pensiero degli italiani onesti, un PD in perenne crisi di identità si distingue ormai unicamente per i suoi inconcludenti tentennamenti.

Il giorno dopo è uno scambio continuo di complimenti e ringraziamenti. Il piccolo gruppo di neo fascisti che parlando di Carlo Giuliani gioivano perché è “uno di meno”, che volevano “bruciare le donne rom così almeno non si riproducono” non c’è più. È stato sconfitto dalla grande partecipazione popolare, più di 600 persone, che lo hanno segnalato e fatto chiudere. Il fatto non è avvenuto nella periferia di una grande città, ma tutto su internet. Luogo? Face book, una delle più grandi community web, una bacheca online dove uno mette la “faccia”, nome, cognome, indirizzo e il “libro”, commenti, appuntamenti, foto, idee e pensieri. Ognuno con i suoi amici e gruppi di amici, come quello che ieri è stato chiuso dagli amministratori di face book.
Ieri sera, lunedì 6 ottobre, si è tenuta a Genova l'assemblea regionale della Sinistra Democratica; alla presenza di Gianni Zagato, responsabile nazionale dell'organizzazione, i compagni di tutta la liguria si sono confrontati sui temi caldi della politica ligure e nazionale; con particolare forza è emerso dagli interventi l'esigenza di costruire nel paese e in liguria un forte partito della sinistra, capace di costruire a tutti i livelli un'alternativa di governo alla destra, aperta alle alleanze nel campo del centro-sinistra e capace di formare una cultura critica all'attuale sistema politico e sociale con l'ambizione del cambiamento e non della gestione.
Martedì 7 ottobre ore 18.00 presso la sala ARCI di via 24 Maggio a La Spezia, si terrà l'assemblea "Costruiamo insieme la Sinistra".
E' prevista la partecipazione di esponenti dei partiti della sinistra, del sindacato, delle associazioni e di tutta la sinistra diffusa.
La riunione è aperta a chiunque voglia partecipare.
In occasione della manifestazione nazionale che si terrà a Roma l'11 ottobre, a cui aderisce Sinistra Democratica, il Comitato spezzino organizza i seguenti presidi sul territorio, per pubblicizzare l'iniziativa volantinaggi:

Chi volesse dare la propria disponibilità per la partecipazione attiva è pregato di farcelo sapere mandando una e-mail a sinistrademocratica.sp@gmail.com
Le politiche aggressive del Governo di centrodestra, sostenute in primo luogo da Confindustria, disegnano il quadro di un’Italia ripiegata su se stessa e che guarda con paura al futuro, un Paese dove pochi comandano, in cui il lavoro viene continuamente umiliato e mortificato, nel quale l’emergenza è evocata costantemente per giustificare la restaurazione di una società classista razzista e sessista. Che vede nei poveri, nei marginali enei differenti, i suoi principali nemici. Che nega, specie nei migranti, il riconoscimento di diritti di cittadinanza con leggi come la Bossi Fini che non solo generano clandestinità e lavoro nero, ma calpestano fondamentali valori di umanità.
Un corteo rumoroso, con fischietti, tamburi, palloncini e tante bandiere ha sfilato per via Prione e corso Cavour; c’erano docenti, pensionati, studenti con striscioni a sostegno della scuola pubblica, e anche parecchi bambini, al seguito delle famiglie. Insegnanti delle materne, delle elementari, delle medie, delle superiori, c’era anche un drappello di insegnanti del conservatorio “Puccini”.
Mai come ora la sinistra si trova in crisi, e non per una sconfitta elettorale, ma per una sconfitta culturale. L’egemonia che vantavamo negli anni passati è finita, è in crisi quello spirito progressista di cui parlava in suo articolo di pochi giorni fa Francesco Indovina. Il socialismo non gode di buona salute non solo in Italia, ma in tutta Europa. Questa sconfitta culturale ci pone in crisi perché investe la società andando ben oltre i confini del nostro risultato elettorale.