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Fascisti e razzisti su Face book (di Lorenzo Azzolini)


Il giorno dopo è uno scambio continuo di complimenti e ringraziamenti. Il piccolo gruppo di neo fascisti che parlando di Carlo Giuliani gioivano perché è “uno di meno”, che volevano “bruciare le donne rom così almeno non si riproducono” non c’è più. È stato sconfitto dalla grande partecipazione popolare, più di 600 persone, che lo hanno segnalato e fatto chiudere. Il fatto non è avvenuto nella periferia di una grande città, ma tutto su internet. Luogo? Face book, una delle più grandi community web, una bacheca online dove uno mette la “faccia”, nome, cognome, indirizzo e il “libro”, commenti, appuntamenti, foto, idee e pensieri. Ognuno con i suoi amici e gruppi di amici, come quello che ieri è stato chiuso dagli amministratori di face book.

Chiunque può fondare un gruppo, da “quelli che amano la nutella” fino a “quelli che anche oggi grazie a facebook non hanno combinato un cazzo”. Tutti ben accetti purchè non siano violenti e non incitino all’odio contro persone o gruppi. A garanzia del rispetto di questa norma un piccolo “tastino” in fondo alla pagina del gruppo: “segnala”. Cliccandoci sopra si invia una segnalazione ai gestori della community che, dopo aver esaminato il gruppo, possono decidere di chiuderlo ed espellere coloro che ne fanno parte da facebook. Così è avvenuto per il gruppo in questione che da ieri non esiste più. Tutto bene quel che finisce bene? Si e no. Pagina dopo pagina si scopre un “lato oscuro” di facebook, dal gruppo “cuore nero”, di tutti quelli che si dicono “orgogliosamente fascisti”e che vanta più di 300 iscritti fino a “benito mussolini/partito nazionale fascista” che ha più di 30 supporter. Abbiamo vinto una battaglia ma la guerra sarà ancora lunga. E attenzione a non banalizzare, a non prendere il fatto alla leggera. Non si tratta di scritte su un muro. Non è il gesto vile di chi picchia e scappa via. È gente che ci mette la faccia, nome, cognome e persino la scuola da cui proviene. Si, perché i piccoli fascisti hanno solo 19 anni e nemmeno si accorgono di compiere un reato, pare che per loro professare la violenza e l’odio sia del tutto normale. La loro sfrontatezza ha però consentito di contattare il liceo romane nel quale si sono diplomati a inizio estate ed ha permesso di segnalarli alla polizia postale. Per sostenere questa azione è nato il gruppo “cacciamoli da face book”, fondato da Massimo Mezzetti che in poche ore ha raggiunto più di 600 adesioni. Fondamentale anche l’impegno dell’ANPI, che attraverso la sua pagina ha invitato tutti i suoi amici ad agire. Ora l’obiettivo è continuare su questa strada. Sinistra Democratica è e deve essere in prima linea. Molti, moltissimi di noi hanno sostenuto e “guidato” spontaneamente questa bella azione democratica e antifascista. Continuiamo, antifascismo militante, usando due strade: l’azione su internet, e non
solo, volta a denunciare e cancellare gruppi e siti simili e quella attiva e reale sul territorio. Una forte azione culturale e politica volta a contrastare e debellare il neofascismo in ogni sua forma, per educare alla tolleranza, alla convivenza e alla pace.