6 e 7 giugno 2009 elezioni europee: vota Claudio FAVA

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Il nuovo 68’pisano (di Giuliano Fareri*)

Innanzitutto dire il nuovo 68’ è una provocazione. Il movimento studentesco odierno non si avvicina per ideali e azioni al periodo d’oro di fine anni 60’.. La situazione di oggi è molto diversa,movimenti disuniti e disorganizzati e l’indifferenza della maggior parte degli studenti lo rendono molto più debole e frammentario. La situazione pisana ne è un esempio: poche facoltà sono occupate (scienze politiche,polo Carmignani) , in molte altre sono solo sospese le lezioni e in alcune si continua con i corsi,come se niente stesse accandendo intorno a loro. Per cercare di capire la protesta mi sono recato di persona al polo Carmignani occupato. Mi si è presentato lo scenario tipico dell’occupazione: tanto materiale cartaceo, tanta propaganda ma poca chiarezza. Il volantinaggio tipico di queste manifestazioni è pieno di bellissime citazioni ma poco efficaci. Bisogna chiarire che cosa prevede,in realtà, questo decreto legge, visto che l’informazione del governo lo presenta come un decreto salva-università.
1)i tagli sul fondo di finanziamento ordinario (finanziamenti per le università)
2)il blocco del turn over(ogni 5 pensionamenti potrà essere assunto SOLO un nuovo dipendente)
3) La possibilità per gli atenei di trasformarsi in fondazioni di diritto privato(meno corsi,fondi distribuiti in maniera diseguale)
Qui a Pisa l’occupazione si sta dimostrando efficace. Lunedì il rettore ha convocato il senato accademico; si rischia un congelamento del semestre per la facoltà di scienze politiche;in pratica la perdita di 5 mesi di università. Sicuramente è meglio perdere 5 mesi di università che perdere il diritto allo studio, e i movimenti,come il nostro, sono la giusta reazione ad un decreto ammazza università che,nel caso in cui entrasse in vigore, non solo bloccherebbe la ricerca ma aumenterebbe ulteriormente il “gap” dell’Italia rispetto agli altri paesi dell’unione europea.

*Facoltà di scienze politiche ed internazionali