Domani tutti in piazza.
Contro la distruzione della scuola pubblica, contro i metodi violenti di questo governo, mai come ora dobbiamo manifestare, ovunque, il nostro dissenso.
Al governo contestiamo tutto, nel merito e nel metodo.
Il decreto Gelmini non risolve alcun problema, si limita a tagliare fondi preziosi e necessari al normale funzionamento dell’istruzione pubblica. Dietro a tutto questo si nasconde, non troppo velatamente, un disegno chiaro e preciso: smantellare la pubblica istruzione, incentivare la scuola privata, creare un paese dove chi ha i soldi studia mentre tutti gli altri vanno a lavorare.
Il modo decisionista e arrogante con cui il decreto è stato approvato è semplicemente scandaloso, il governo non ha voluto ascoltare nessuno e ha proposto un tavolo di confronto falso e inutile. Di fronte all’onda della protesta che cresce il ministro non ha risposte, si limitano a invocare le forze dell’ordine e sostengono di non capire le motivazioni che spingono così tanti studenti a scendere in piazza.
Per queste ragioni sinistra democratica sarà domani in piazza, per sostenere una protesta che è di tutti, per difendere un bene comune: la scuola pubblica.
Questa mattina ci sono stati a Roma degli scontri provocati da giovani di estrema destra, un piccolo gruppetto arrivato armato di mazze e bastoni per creare il caos. Curzio Maltese, de “la Repubblica” presente in piazza, racconta di come i neofascisti siano arrivati in piazza “se non scortati, sicuramente ignorati” dalla polizia e di come le forze dell’ordine siano intervenute solo tardivamente tanto da ricordare “alcuni dei momenti peggiori del g8”. Il giornalista conclude augurandosi che “non si tratti di una strategia di larga scala” ma solo di errori isolati dei funzionari in servizio in quel momento. È spaventoso pensare che dopo che Cossiga ha spiegato la strategia di infiltrare provocatori tra le fila degli studenti oggi sia accaduto proprio questo. Il timore che ci sia una strategia di larga scala è fondato, ma questa non è che un'altra ragione per scendere in piazza, un'altra ragione per sostenere il movimento, per seguire l’Onda e per contrastare il governo e i suoi metodi antidemocratici.
Dopo la piazza il referendum, l’arma dell’opposizione per bloccare le oscenità legislative del ministro Gelmini. Sinistra Democratica è pronta a fare la sua parte e attraverso il suo coordinatore nazionale Claudio Fava invita a costituire subito un comitato per il referendum. Qui alla Spezia l’invito è a tutte le forze dell’opposizione dal pd a rifondazione, a lavorare assieme contro questa legge sbagliata.