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Diritti in piazza - Manifestazione del 27 settembre alla Spezia (di Chiara Cavatorti)

Un corteo rumoroso, con fischietti, tamburi, palloncini e tante bandiere ha sfilato per via Prione e corso Cavour; c’erano docenti, pensionati, studenti con striscioni a sostegno della scuola pubblica, e anche parecchi bambini, al seguito delle famiglie. Insegnanti delle materne, delle elementari, delle medie, delle superiori, c’era anche un drappello di insegnanti del conservatorio “Puccini”. Erano presenti dirigenti scolastici accanto a giovani precari, operai di Fincantieri, dipendenti degli enti locali e dei ministeri; dipendenti pubblici e privati che con fatica arrivano alla fine del mese, ma che quotidianamente vengono definiti “fannulloni”.
Era rappresentato tutto il mondo del lavoro, si voleva rivendicare quanto previsto dalla piattaforma unitaria presentata da CGIL, CISL e UIL già al governo Prodi.
Secondo il Segretario generale della Camera del Lavoro della Spezia, Lorenzo Cimino, le adesioni si possono stimare in cinquemila partecipanti.
Tra le presenze di rilievo Valeria Fedeli, segretaria generale filtea cgil, che ha concluso con il suo intervento la manifestazione, l’ex parlamentare del Prc Sergio Olivieri e Giorgio Pagano ex Sindaco della città.
Sinistra democratica ha dato pieno sostegno al corteo diffondendo, nelle piazze della città fin dai giorni precedenti, volantini che condividevano le motivazioni della manifestazione.
La CGIL ha lanciato un segnale forte “Noi non siamo disponibili a rinunciare alle piattaforme concordate con la base” scandisce dal palco proprio Valeria Fedeli che ricorda l’importanza della contrattazione collettiva. Concetto ribadito da Giovanni Bucchioni, segretario organizzazione CGIL La Spezia, “Abbiamo la democrazia nel nostro DNA, se non c’è la possibilità di firmare quanto concordato con la base si torna a discutere con i lavoratori” e ricorda il caso Alitalia “mentre CISL e UIL hanno firmato, la CGIL ha costretto CAI a una contrattazione più favorevole ai lavoratori.”
La manifestazione non è stata unitaria, CISL e UIL non sono voluti scendere in piazza; quando chiedo il motivo, Fabio Cidale, segretario della funzione pubblica CGIL La Spezia, risponde “Era il momento di rompere gli indugi, ma non è stata una manifestazione contro di loro, ci auguriamo che nelle prossime occasioni ci vengano dietro”; auspicio condiviso anche da Bucchioni.
Per quanto riguarda la scuola, Lara Ghiglione, segretaria spezzina SLC CGIL, è molto soddisfatta della partecipazione alla manifestazione e allo stesso tempo preoccupata dalla riforma Gelmini.
“Sul nostro territorio avrà ripercussioni in termini di tagli ai posti di lavoro e alle risorse economiche” spiega, “a livello ideologico lede la scuola pubblica, riduce gli insegnanti di sostegno ed è gravissimo, per non parlare del metodo: non sono stati sentiti né i lavoratori né i sindacati. È evidente che anche la figura del maestro unico è funzionale ai tagli economici e finanziari operati da questo governo perché non c’è nessun riferimento pedagogico provato.”
A proposito degli uffici pubblici, Valeria Fedeli spiega: “All’interno dei contratti nazionali di lavoro e della normativa vigente esistono già gli strumenti per limitare l’assenteismo e far funzionare meglio gli uffici, sta ai dirigenti applicarli.”